Puntare in alto. E vincere

Mio articolo pubblicato oggi, 22 marzo 2017, sulla pagina SPECIALE del GdP dedicata alla Elezioni Comunali della Nuova Bellinzona

 

Aprile 2017. Nella nuova Bellinzona, l’appuntamento è con la storia.  Ed è ora di voltare pagina e regalare alla capitale del Canton Ticino, troppo a lungo considerata solo una sorta di centro di distribuzione di posti pubblici, figure nuove e in grado di cambiare gli equilibri all’interno del municipio e del Consiglio comunale. Per farlo, mi sono messo in gioco, insieme ai colleghi della lista 1, e intendo battermi per un cambiamento radicale, deciso, senza timori, guardando al futuro con fiducia e responsabilità.

La grande Bellinzona ha tutte le carte per diventare un polo di primo piano non solo a livello ticinese, ma svizzero. Per raggiungere l’obiettivo è necessario togliere le ragnatele tessute in questi decenni dalle logiche di potere di cui il Partito liberale radicale e quello socialista sono stati campioni iridati. Non che il PLR e il PS non ne abbiano azzeccata una, sarebbe ingeneroso esprimersi in questi termini. Ma hanno bloccato ogni serio sviluppo della città, attenti a non sbilanciare i delicati equilibri di spartizione del potere di cui hanno beneficiato i soliti noti. Ma non i cittadini.

Con gli sconvolgimenti a cui stiamo assistendo e che proiettano Bellinzona in alto come mai è  stata nella sua storia, non possiamo permetterci di vivacchiare, attenti solo ad amministrare la quotidianità, mentre altri centri ticinesi dimostrano voglia di fare, dinamicità e determinazione.

Bellinzona ha vissuto troppo a lungo sotto la protezione di una mamma chioccia soffocante, dove lo Stato, manco fossimo la Scandinavia degli anni Settanta, si insinua in ogni aspetto della vita dei cittadini, a cui  va invece data la possibilità di giocare le proprie carte, facendo leva su una visione imprenditoriale e liberale, dinamica e propositiva dello Stato, dove la pubblica amministrazione sia il perno intorno al quale ruotino efficienza e intraprendenza.

Senza montarsi la testa e rimanendo con i piedi per terra, occorre però puntare in alto, affinché la nuova Bellinzona dismetta i panni della cenerentola piagnoculosa, per indossare quelli di un super eroe. E affinché, dal 2 aprile, i bellinzonesi siano ancor più orgogliosi della loro città, di chi la amministra e possano avere un vero posto al sole in cui vivere.

 

 

Dr. med. Orlando Del Don, Candidato al Municipio e al CC, Lista n. 1, Lega-UDC-Indipendenti-Noce

 

Bellinzona, 15 feb. 2017

Ipocrisia radical-socialista a tutto spiano, con il sostegno della RSI. Una “bella” combriccola di compagni di merende, non c’è che dire!

Elezioni politiche per la nuova Bellinzona.

In questa campagna elettorale per la nuova Bellinzona che spicca per la sua impareggiabile staticità e immobilità (per il timore di cambiamenti e rinnovamenti che potrebbero far saltare il consolidato tandem/accordo fra Radicali e Socialisti) vi sono perlomeno due aspetti che vale ora la pena sottolineare.

Ora, perché forse siamo ancora in tempo per dare un segnale ai cittadini che non hanno ancora espresso il loro voto affinché facciano le loro scelte in modo oculato e consapevole.

Ma andiamo con ordine.

Il sottoscritto con a lista N. 1 (Lega-UDC-Indipendenti-Noce) non ha mai nascosto di voler correre per vincere. Per far si che la lista che rappresento e la mia persona possano ottenere quel consenso politico necessario affinché si possa ambire all’esecutivo e al legislativo comunale. Per far questo la nostra lista – e il sottoscritto – si sono mossi compatti e con determinazione per sfondare il muro di gomma eretto da radicali e socialisti coalizzatisi da tempo a Bellinzona e che – come oramai tutti avranno capito – hanno il sostegno della nostra televisione pubblica, la RSI. Un’aberrazione, certo, ma questa è la dura e cruda verità.

Quindi, in primis, abbiamo la RSI che ha già scelto chi dovrà governare Bellinzona. E questo di per sé è già oltremodo grave e preoccupante.

Ma non è tutto.

Un’altra chicca, che va ad “impreziosire” questa indecorosa e inaudita visione politica radical-socialista, è poi il fatto che dietro e all’origine dei volantini fumettistici del sindaco uscente Mario Branda e compagni(PS), spediti ripetutamente a tutti i fuochi della nuova Bellinzona, vi è un soggetto che definire equivoco sarebbe eufemistico. Un soggetto che usa la cosiddetta satira in modo violento, aggressivo, offensivo, spregevole e che non esita ad attaccare nei modi più vili, virulenti e inquietanti coloro che osano opporsi alle sue visioni sociali, esistenziali e politiche. Sto parlando di un certo Corrado Mordasini, per intenderci, quello de IL DIAVOLO e del GAS SOCIALE. Personalmente sono stato attaccato da questo individuo in modo a dir poco spregevole, vile, vomitevole! La denuncia penale nei suoi confronti è oramai inevitabile!

Ma ora, finalmente (meglio tardi che mai), ho capito il perché di tutto questo astio e livore nei miei confronti da parte di questo spregevole e vile  individuo. Evidentemente la mia colpa è stata quella di aver anche solo lontanamente insidiato il predominio radical-socialista a Bellinzona, e con questo la rielezione degli esponenti politici che hanno foraggiato il loro consulente d’immagine e marketing!

Il che è tutto dire. Ipocrisia della peggior specie di stampo radical-socialista… a tutto spiano. Riflessione ZEN: #ipocrisiaSaGL

Dr. med. Orlando Del Don, Candidato al Municipio e al Cc, Lista n. 1 Lega-UDC-Indipendenti-Noce 

 

Le nostre migliori risorse nella nuova Bellinzona? Quelle umane!

Mio articolo pubblicato oggi, lun. 21 marzo 2017, sulle pagine del Corriere del Ticino.

In questi ultimi anni, a causa dell’aumento della popolazione e della complessità crescente del funzionamento sociale, molti uffici pubblici cantonali hanno dimostrato di avere spesso difficoltà a fornire prestazioni e servizi come un tempo. Sempre più sotto pressione, i funzionari e gli impiegati cantonali sono costretti – loro malgrado – a mettere a dura prova la pazienza degli utenti, sovente non riuscendo magari ad evadere le molte pratiche in tempi e modi che, sino a non molti anni fa, rappresentavano un vanto per la nostra comunità. Nella nuova Bellinzona tutto ciò dovrà pertanto essere preso in debita considerazione per scongiurare tali insidie. Gli uffici e i servizi pubblici dovranno essere all’altezza delle nuove sfide e offrire il meglio non solo ai cittadini, ma anche alle imprese. Per questo motivo dobbiamo essere consapevoli che tutti gli impiegati e i funzionari oggi in servizio nei comuni aggregati rappresentano un tassello fondamentale e prezioso per il buon funzionamento della cosa pubblica, e il nuovo municipio dovrà avere la massima considerazione nei loro confronti. Senza queste preziose risorse umane, infatti, anche la migliore delle macchine politico-amministrative non sarà in grado di funzionare correttamente. Le competenze e le esperienze di queste persone, accumulate in anni di lavoro al servizio della comunità, sono qualcosa di cui nessuno, sia all’interno che all’esterno dell’amministrazione, può oggi fare a meno. Di conseguenza e necessariamente sarà premura del nuovo esecutivo valorizzare queste figure professionali in grado di fare la differenza per chiunque abbia bisogno di servizi e prestazioni di qualità. Abbiamo però la certezza che possiamo contare sin da subito su validi impiegati e funzionari comunali in grado di garantire trasparenza, fiducia, competenza ed efficienza e, quindi, portare valore aggiunto alla qualità della vita della gente e al lavoro di imprenditori, commercianti e artigiani. L’efficienza, la qualità dei servizi e le risorse umane sono preziosi elementi per lo sviluppo della nostra comunità e, nella nuova Bellinzona, non si dovrà permettere che l’estensione territoriale e l’aumento della popolazione vadano a loro discapito. Avremo bisogno della collaborazione di tutti! Di coloro che – senza timore di smentita – possiamo orgogliosamente definire la nostra migliore risorsa.

Dr. med. Orlando Del Don
Lista n. 1, Lega-udc-indipendenti-noce

Bellinzona, 15 marzo 2017.

“Coesione sociale, politica e culturale come fattore di crescita” – Il mio contributo su IL MATTINO DELLA DOMENICA di oggi 19 marzo

Mio contributo apparso oggi su IL MATTINO DELLA DOMENICA di oggi 19 marzo 2017. Dr. med. Orlando Del Don, candidato al Municipio e al CC, LISTA N. 1 Lega-Udc-Indipendenti-Noce
La coesione sociale, politica e culturale della nuova Bellinzona come potente fattore di crescita e benessere per tutti.  Circa due anni fa, un portale ticinese definiva gli strumenti con cui affrontare i rapporti tra quartieri periferici e centro, “un modo rivoluzionario di pensare la città”. Rivoluzionario, sì, perché sono fondamentali per evitare che un grande progetto aggregativo naufraghi tra malumori e incomprensioni fra cittadini e istituzioni.
Ci sono altre realtà, in Ticino, che hanno sottovalutato l’importanza dei rapporti tra centro e periferia, tra la gente comune e chi amministra la cosa pubblica. È avvenuto proprio dopo le aggregazioni, che hanno in parte adombrato le rappresentatività locali, dopo aver sottovaluto l’importanza di uffici periferici e funzionari in grado di lavorare per il cittadino. Il tutto ha partorito malumori e diffidenza non solo tra i quartieri, ma anche tra chi faceva la parte del leone nel processo aggregativo.
La nuova Bellinzona, invece, dovrà sforzarsi di non compiere simili errori, dal momento che ne vanno del funzionamento e dell’efficienza della macchina amministrativa, fondamentale per la qualità di vita dei cittadini, le attività delle imprese e delle attività produttive nel loro complesso.
Le commissioni di quartiere sono ovviamente fondamentali e sono convinto debbano essere rafforzate. Ma se i rapporti tra centro e periferia dovessero limitarsi a “la vecchia Bellinzona ordina, e i nuovi quartieri obbediscono” non andremo lontano. Occorre veramente coinvolgere la cittadinanza a tutti i livelli e non sottovalutare mai eventuali lamentele. Perché abbiamo già visto, in altre realtà ticinesi (e anche nel resto della Svizzera), quartieri la cui popolazione si è sentita abbandonata e ha avuto l’impressione di essere percepita solo come una sorta di bancomat per le casse comunali, se non l’ultima ruota del carro.
I progetti non dovranno calare dall’alto ed essere imposti, ma discussi preventivamente con i cittadini, onde evitare il muro contro muro o il proliferare di ricorsi in grado di paralizzare se non la città, progetti con grandi potenziali. In questo, le commissioni di quartiere potranno giocare un grande ruolo.
Il concetto fondamentale, credo, è che la gestione di quella che viene comunemente conosciuta come “cosa pubblica” diventi oggetto non solo di studio da parte degli esperti, ma argomento da discutere insieme. Pratica che, sono convinto, stimolerà il senso di appartenenza a una nuova comunità, renderà tutti più maturi e attenti alle esigenze degli altri e renderà possibile la realizzazione di progetti in sintonia con le esigenze di ognuno di noi.
DR. MED. ORLANDO DEL DON CANDIDATO AL MUNICIPIO E AL CC LISTA N. 1, LEGA-UDC-INDIP.-NOCE BELLINZONA

Una campagna elettorale appiattita sulla coppia Bersani-Branda … ma la realtà è ben diversa! E la RSI la ignora in modo vergognoso e partigiano!

Dibattito politico alla RSI LA2 per la Nuova Bellinzona. La RSI non ha la capacità o la volontà di adempiere al suo mandato pubblico. Questo è gravissimo, imperdonabile!

Dibattito politico per la Nuova Bellinzona andato in onda ieri sera sulla RSI LA2

La RSI serva di due padroni, la “premiata ditta” B & B. Branda (PS) e Bersani(Radicali). E lo ha dimostrato nel modo più vergognoso e sottomesso nel corso della scontata e becera trasmissione di ieri sera. Anche quando Bersani ha attaccato in modo insolente e arrogante uno dei moderatori questi ha continuato, intimorito e asservito com’era, a leccargli le terga! B & B hanno avuto tutta la visibilità (più della metà della durata della trasmissione) per dichiarare che loro sono amici, che vanno d’amore e d’accordo, che hanno fatto di tutto e di più per il bene dei loro sudditi, che non si devono rimproverare nulla, che non hanno dimenticato nulla e nessuno, che hanno già previsto il futuro, che si sono già accordati per spartirsi il potere e che anche in futuro andranno sempre d’accordo! E tutto questo senza nessunissima voce critica, senza nessunissima obiezione da parte dei partecipanti. O, meglio, ve ne sono stati alcuni ma questi sono stati come i giullari di corte che sono tollerati perché fanno parte del sistema e anzi rinforzano il sistema stesso, e perché non rappresentano alcun pericolo per il sovrano, il satrapo mediorientale di turno! Personalmente sono stato snobbato a tutto campo, nessuna domanda mi è stata posta, non mi è stato concesso il minimo spazio, i miei ripetuti tentativi di prendere la parola sono stati ignorati! Sono disgustato. Questo sarebbe è il nuovo che avanza a Bellinzona? Questa la politica della nuova grande Bellinzona?
Dr. med. Orlando Del Don, candidato alla nuova Bellinzona, Lista n. 1, Lega-UDC-Indipendenti-Noce

Nuova Bellinzona, Welfare da ripensare per non dimenticare i bisogni sociali dei cittadini

La Nuova Bellinzona sta per decollare. Molte le aspirazioni soggettive dei singoli candidati, alcuni dei quali capaci di fare veramente la differenza e coglier questa occasione epocale per la nostra comunità. Molti, al contempo, i bisogni della gente, sempre più in affanno! Nessuno però, fino ad ora, ha osato affrontare il vero snodo della sfida … e sul quale dobbiamo finalmente focalizzare tutta la nostra attenzione. E cioè il fatto che è arrivato il momento di riprogettare e rivedere da cime a fondo il Welfare della nuova Bellinzona.

Questo si fonda – a mio avviso –  su tre pilastri fondamentali: Comunità, Innovazione e Coesione sociale.

I bisogni sociali sono infatti ora più che mai in cima alle preoccupazioni dei cittadini. Non possiamo infatti continuare a fingere che il problema non esiste; invecchiamento sociale, disoccupazione, aumento delle richieste all’assistenza sociale,  posti di apprendistato, violenza, bullismo, mobbing, bossing, formazione scolastica e professionale dei nostri giovani, famiglie sempre più in difficoltà,  solitudine, esasperazione, sfiducia nei confronti delle autorità (politiche, istituzionali), ecc.

Infatti siamo oramai ad un muro, un vicolo cieco dal quale bisogna ora uscire rapidamente. Se da una parte la crisi ha tagliato le disponibilità economiche (dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni), dall’altra i bisogni stessi sono aumentati e la situazione di rischio sociale sono ora condizionate da molteplici fattori nuovi. Con l’invecchiamento delle popolazione, la mancanza di disponibilità economiche sempre più marcata dei nostri concittadini, le speculazioni in corso, gli scandali politici quasi giornalieri, l’immigrazione, i frontalieri, i difficili rapporti con la Confederazione e il clima di ostilità che percepiamo nei paesi a noi vicini, l’incertezza crescente, la paura per il futuro e la confusione che percepiamo nel nostro sistema Stato, tanto per citare i più noti!

In questo stato di cose, necessariamente, i rapporti tra il settore pubblico e quello privato-sociale devono ora essere rivisti, consolidati, rafforzati. Inoltre sono urgentemente necessarie adesso nuove alleanze con il mondo delle aziende che hanno saputo scoprire e apprezzare il valore economico, oltre che di immagine, della responsabilità sociale facendone un marchio di qualità, un valore aggiunto e un mezzo di promozione di grande valore, anche economico, come sopra ricordato.

A ciò aggiungerei anche  la promozione e lo sviluppo del Welfare territoriale, che non è altro che il tenere conto della base, del promuovere attività partendo dalla base, dalla nostra specifica cifra, dal nostro specifico valore aggiunto e dalla nostra peculiare offerta di beni e servizi specifici alla nostra società/comunità.

Detto cio. La politica deve ora da subito riconquistare la fiducia dei cittadini e può però farlo solo mettendo al centro del suo impegno i problemi delle persone e le loro richiesta di attenzione. Bisogna perciò trovare una soluzione efficace ai problemi sociali così come ricordati sopra con questo approccio nuovo, perché altrimenti non decolleremo mai e saremo costretti ad una lenta emarginazione e insignificanza sociale, economica e politica. Dovremo occuparci fra l’altro dei nostri giovani, della loro formazione, del loro lavoro, della loro occupazione, del loro impegno sociale, culturale. civile … dovremo aiutarli e guidarli, valorizzarli, ascoltare le loro idee, accogliere la loro voglia di fare, la loro straordinaria creatività e potenzialità.

Dr. med. Orlando Del Don, candidato al Municipio e al CC per la nuova Bellinzona – Lista n. 1, Lega-udc-indipendenti-noce

La Nuova Bellinzona: fra lavoro, mobilità, traffico e territorio

Articolo apparso su IL MATTINO DELLA DOMENICA in data 12.03.2017

Negli ultimi anni Bellinzona e i suoi nuovi quartieri hanno visto sorgere edifici come funghi e aumentare il traffico in maniera esponenziale (sia da parte di coloro che vivono nel Bellinzonese, sia da parte di chi ci viene solo a lavorare), oltre a essere interessati da un aumento della po- polazione non indifferente.

Tutto ciò ci parla di vitalità, certo, ma il rischio è quello di assistere, com’è avvenuto in altre città del cantone, a una deturpazione edilizia e del territorio che non ci possiamo – e non vogliamo – permettere.

Nonché ad un peggioramento esponenziale del traffico – a cui, del resto, stiamo già assistendo – e ad un servizio pubblico costantemente sotto pressione e vieppiù inadeguato al bisogno. Le zone 30 nei quartieri Carasso, Galbisio, San Giovanni, Vela e Pedemonte, da sommarsi a quelle delle zone del Cimitero/Semine e di Ravecchia, oltre alle zone 20 nei pressi della stazione e del palazzo del governo, fanno parte di un’attenzione alla qualità della vita cui plaudo, ma, da sole, non basteranno per incrementare la mobilità dolce – con le zone ciclo- pedonali in testa – così come non basteranno le varie misure di moderazione degli assi di collegamento, né il semi vincolo, già messe in essere.

Tutto ciò non significa, ovviamente, una dichiarazione di guerra all’auto, ma al contrario, un richiamo alla necessità di collaborazione e integrazione tra due tipi di mobilità, ugualmente importanti. Da una parte la macchina e dall’altra il servizio pubblico e la mobilità dolce, con l’incremento di ciclopiste.

Accolgo con positività l’implementazione generalizzata dei trasporti pubblici del Bellinzonese ma richiamo l’attenzione anche alla necessità di nuovi posteggi, onde evitare che chi è obbligato a utilizzare l’auto, ad esempio per motivi legati agli orari di lavoro, venga ingiustamente penalizzato. Va da sé che alcuni interventi vanno pianificati con il cantone – visto che interessano strade cantonali (pensiamo alla strada cantonale di Carasso) – ma è da Bellinzona che, in primis, deve partire la spinta propulsiva per fare in modo che auto e camion non mettano in difficoltà non solo i cittadini troppo spesso incolonnati, ma anche le attività produttive (commerci, servizi e turismo), che hanno bisogno di un traffico fluido.

Per avere una città a misura d’uomo il municipio dovrà fare la sua parte, collaborando con aziende e cittadini, pianificando con attenzione le strategie di mobilità future. Il che significa non pensare solo sul breve termine ma prevedere lo sviluppo negli anni a venire.

E tutto ciò parallelamente ad una revisione/redifinizione del Piano Rego- latore.

DR. MED. ORLANDO DEL DON CANDIDATO AL MUNICIPIO E AL CC PER LA NUOVA BELLINZONA LISTA N. 1, LEGA-UDC-INDIP-NOCE

La Nuova Bellinzona dell’economia, dell’industria e del commercio

Articolo apparso oggi, merc. 8 marzo 2017, sul Giornale del Popolo a pagina 10 dedicata alle elezioni politiche per la Nuova Bellinzona

La città che vorrei.  Orlando Del Don 

 

Agire da capitale. Cantonale finché si vuole, ma pur sempre capitale. Partirò da questa, apparentemente banale costatazione, se mi troverò di fronte a tematiche fondamentali per la nuova Bellinzona, come lo sviluppo economico, gli insediamenti, le esigenze del commercio e quelle dei pubblici esercizi. Settoriperno su cui far ruotare una realtà che tutti sogniamo perfetta, ma che io vorrei, più modestamente, rendere quanto più bella, vivibile e attrattiva possibile. Per farlo, sarà necessario stimolare sinergie tra anime e sensibilità diverse, senza creare steccati e rispettando le peculiarità di ogni singolo quartiere. Vorrei mettere a punto una nuova politica fiscale ad ampio spettro, che attragga tanto il mondo economico – in questo senso, i presupposti, come dimostra l’IRB,  ci sono già – quanto tutto ciò che ruota intorno al turismo e alle esigenze del commercio e degli esercizi pubblici. Costruire capannoni non basta per dare respiro all’economia. Occorre, in primo luogo, pensare a insediamenti ordinati, avendo rispetto per la decenza e la bellezza ed evitando di radere al suolo il nostro patrimonio storico e culturale, una delle carte più importanti da giocare per attirare turisti da mezzo mondo. Vorrei affrontare la politica degli insediamenti insieme a quella della mobilità, per evitare che un operatore impegnato in una consegna ad un’azienda, rimanga bloccato in colonna. Stretta collaborazione con altri dicasteri dunque, e pure soluzioni che tengano presente la mobilità dolce. Non significa diventare Copenhagen, ma avere rispetto per la qualità della vita. Ne abbiamo una sola.

Lancio un guanto, non di sfida, ma di collaborazione: se eletto, chiederò di sedermi intorno a un tavolo con operatori turistici, albergatori, esercenti e commercianti per pianificare un piano di battaglia comune e fare in modo che varcare il Ceneri non avvenga solo a Carnevale. Ma non ho timore di dire che organizzare qui, negli stessi giorni, manifestazioni già in essere in altre città, non dovrà ripetersi. Così come non basta tener aperti locali e negozi 24 ore al giorno per stimolare i consumi. Farò la mia parte per eliminare certe rigidità.  So ascoltare. E sono certo che la collaborazione con tutti gli attori in gioco, farà la differenza.

Dr. med. Orlando Del Don, candidato al Municipio e al Consiglio comunale della Nuova Bellinzona, Lista n 1, Lega-UDC-Indipendenti-Noce

 

 

Congresso cantonale UDC. Il discorso del presidente sezionale Orlando Del Don

Cari Amici, Caro presidente cant.  Piero Marchesi, Caro Consigliere nazionale On. Marco Chiesa, Cari Simpatizzanti e Sostenitori,

In qualità di presidente della Sezione bellinzonese dell’UDC Vi dò il benvenuto e vi ringrazio per la vostra adesione e partecipazione ai lavori congressuali. In modo particolare desidero ringraziare però Piero Marchesi e tutta la direttiva cantonale del partito per aver scelto Bellinzona quale luogo simbolo dove riunirsi per i lavori congressuali. Mettendo in tal modo fra le priorità dell’agenda politica cantonale l’impegno della nostra sezione cittadina in questi anni difficili (dopo le sciagurate prese di posizione di Athos Ambrosini e di Paolo Camillo Minotti i quali – dopo aver gettato fango sul partito, su tutto e su tutti, per motivi meramente egoistici e autolesionistici – sono ora completamente spariti da ogni consesso sociale e politico senza lasciare rimpianto alcuno)  e, ora, l’impegno per le imminenti elezioni comunali della Nuova Bellinzona la cui campagna elettorale è ora entrata nel vivo e nella quale ci stiamo impegnando con tutto il cuore e la determinazione di cui siamo capaci con con i nostri candidati e la nostra lista.

È, questo, un momento storico importantissimo per Bellinzona, per la Nuova Bellinzona. Direi un’occasione unica e irripetibile per la città, la capitale, affinché essa possa finalmente avere speranza di rialzarsi dal suo sonnacchioso torpore in cui è stata per troppi anni relegata dai partiti che l’anno sin qui guidata e amministrata in modo poco lungimirante, per usare un eufemismo.

L’aggregazione dei tredici comuni nella nuova Bellinzona ha però ora – ed è un bene – scompigliato le carte e le certezze granitiche di quei partiti (PLR e PS) che l’anno confinata in quell’immobilismo pacato e sufficiente che, purtroppo, ben conosciamo e del quale stiamo pagando tutti le (pesanti) conseguenza … si spera ancora per poco! E che Bellinzona e i bellinzonesi certamente non meritano.

Ora però la realtà è mutata … radicalmente. E anche Bellinzona ha cominciato a rialzare la testa, fortunatamente. Questo vento nuovo che soffia sulla capitale è alimentato anche da altri eventi nuovi e di peso che in questa elezioni faranno sicuramente la differenza. Oltre all’aggregazione stessa dei tredici comuni, infatti, vi sono le novità legate ad Alp Transit, ma anche i nostri Istituti di ricerca insediati nella nostra città, così come il Master di medicina, la facoltà di scienze della vita (per citare solo i più importanti) che si aggiungono alle ambizioni storiche e oramai mature di Bellinzona legate alle sue rivendicazioni storico-culturali e sociali, turistiche, ambientali e tecnologiche (officine FFS, ecc.).

In questo importantissimo appuntamento con la storia – che deciderà il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti – noi democentristi non potevamo mancare, avendo da sempre avuto a cuore il destino del nostro paese. Soprattutto però avendo avuto, in quanto UDC, sempre chiara e forte la consapevolezza del nostro ruolo politico e sociale e avendo colto sul nascere quei segnali di cambiamento nella società che ora sono giunti a maturazione e sono in fermento. E questo non solo a livello locale e regionale, evidentemente.

Segnali questi di un desiderio di cambiamento che provengono dalla base, dalla popolazione; cittadini che chiedono ora a gran voce un rinnovamento della politica. Un rinnovamento vero nella politica del fare e dell’impegno. Nella gestione delle nostre risorse, delle nostre potenzialità e – soprattutto – della vocazione dei nostri stessi concittadini: il loro genio, le loro ambizioni, le loro necessità e bisogni.

Sensibile a tutto questo e da sempre attento a queste richiesta della nostra gente, in questo appuntamento con la storia ho quindi accettato la sfida di costituire una squadra, una compagine di ottimi candidati da presentare alle elezioni per il nuovo Comune di Bellinzona. Una compagine di persone competenti, sensibili, motivati e determinati in questo nuovo progetto politico e che mi seguono/affiancano in questa campagna elettorale … persone, queste, che apprezzo e stimo e che ringrazio con tutto il cuore.

Perché il futuro della Nuova Bellinzona sarà con la presenza dell’UDC, o allora non sarà! Perché la Bellinzona del futuro, cioè la Vera, Nuova, Grande Bellinzona ha bisogno del nostro approccio, delle nostre visioni e del nostro sostegno. Come pure delle nostre proposte, del nostro entusiasmo e delle competenze maturate in tanti anni a contatto con la gente.

Perché la nuova Bellinzona non dovrà più essere seconda a nessuno, la nuova Bellinzona non dovrà più essere considerata la Bella addormentata del Ticino. E la nostra visione politica ne sarà l’anima e il motore.

Dr. med. Orlando Del Don, presidente sezione UDC Bellinzonese, candidato al Municipio e al Consiglio comunale della Nuova Bellinzona

Bellinzona, 4 marzo 2017

Nuova Bellinzona e sviluppo territoriale fra edilizia, infrastrutture, piano viario e ambiente

Mio scritto pubblicato su IL MATTINO DELLA DOMENICA il 26 febbraio 2017 

Sarà una sfida non indifferente, nella nuova Bellinzona, conciliare edilizia, sviluppo del territorio, infrastrutture pubbliche e protezione dell’ambiente. Ma sarà una sfida da vincere per evitare che la nostra città diventi un caotico mix di edifici di pregio e capannoni, zone industriali e quartieri residenziali, senza alcun collegamento armonioso tra loro e perennemente ostaggi del traffico. Ritengo, pertanto, che, insieme a validi collaboratori ed esperti, sarà necessario spingere l’acceleratore affinché si integri un piano del paesaggio col piano regolatore, e si offrano ai cittadini progetti urbanistici innovativi che considerino aspetti residenziali, culturali, sociali e scientifici. Non abbiamo bisogno di ghetti, di quartieri dormitorio o, al contrario, di altri in cui concentrare solo aziende senza pensare alla viabilità e alla qualità della vita di chi lavora.
L’offerta residenziale, nel Bellinzonese, negli ultimi anni ha avuto un grande impulso, ma rischia di sconfinare nel disordine urbanistico, nell’attenzione alla quantità, a scapito della qualità. Dovrà dunque avere come perno il decoro e la bellezza, non solo la quantità che, in Ticino, in alcune regioni del cantone, ha devastato in modo irreparabile il nostro patrimonio architettonico e il territorio.
Penso sarà anche necessario l’allestimento di un vero piano strategico per la gestione del verde, come del resto è stato fatto in altre città ticinesi, per evitare che gli insediamenti non sottraggano troppo spazio al tempo libero e alla qualità della vita dei cittadini. Ma credo anche che gli spazi verdi, così pure quelli ricreativi, i quartieri residenziali, così come le aree industriali e il polo tecnologico debbano essere facilmente raggiungibili, senza privilegiare una zona rispetto ad un’altra. Dal momento che, come è stato dimostrato, il forte, ma inevitabile pendolarismo, satura l’assetto viario, saranno da potenziare sia il trasporto pubblico che l’intero asse viario, evitando di criminalizzare gli automobilisti. Il che non significa puntare solo sul semi svincolo, da troppi dipinto come la panacea per ogni male legato ai problemi del traffico. Per farcela, sarà necessaria una stretta collaborazione tra responsabili della politica regionale e i pianificatori locali, cercando pure di coinvolgere potenziali investitori.
Le areee in cui lo sviluppo è avvenuto in modo poco uniforme, andranno migliorate con una pianificazione ad ampio spettro, che contempli uno sfruttamento parsimonioso del suolo. Proteggere Bellinzona da un punto di vista ambientale non significa solo introdurre “zone 30”, come quelle votate dal Consiglio comunale, all’unanimità, ma integrare la mobilità con tutte le forme di mobilità dolce.
DR. MED. ORLANDO DEL DON CANDIDATO AL MUNICIPIO E AL CC LISTA N. 1, LEGA-UDCINDIPENDENTI- NOCE BELLINZONA