La Grande Bellinzona: elezioni comunali 2017. I papabili per il nuovo Municipio

Bellinzona, tra ex e nuove conferme
Tra i papabili per il nuovo Municipio figurerebbero diversi ex municipali come pure l’ex-sindaco Brenno Martignoni. Ma anche nuove conferme

L’effetto sospensivo concesso al ricorso contro la Nuova Bellinzona, non ha fermato la macchina politica che da qualche settimana si è messa in moto alla ricerca dei papabili candidati per il nuovo Municipio.

Diversi nomi cominciano già a filtrare, e tra questi ci sarebbero pure alcuni ex municipali illustri come Flavia Marone e Filippo Gianoni che potrebbero tornare sulla scena politica bellinzonese, come pure l’ex-sindaco Brenno Martignoni. Ma anche l’ex-granconsigliere Orlando Del Don. Nessuna sorpresa invece per la candidatura del sindaco di Bellinzona Mario Branda e del sindaco di Giubiasco Andrea Bersani.

Tutti i nomi nel servizio TG di Teleticino allegato

Christian Fini

Luglio 2016

Democrazia sospesa in Europa … e fra non molto anche in Svizzera!

DEMOCRAZIA SOSPESA, IN EUROPA … E FRA NON MOLTO ANCHE IN SVIZZERA
Quello che sta accadendo in Europa è inquietante; una situazione nella quale la democrazia è stata di fatto sospesa, se non addirittura rimossa. Superfunzionari centrali autocratici con superpoteri straordinari, interessi sovranazionali che stanno rimpiazzando gli interessi dei singoli Stati e dei rispettivi popoli, politici conniventi e/o succubi di inauditi e potentissimi centri di interesse, la BCE che sta distruggendo una sana economia reale basata sul lavoro, sul merito e sul risparmio, l’ingovernabilità di questa Unione Europea schizofrenica incapace di un pensiero comprensibile (per non dire di un pensiero e razionale e logico) e di una prospettiva politica, la corsa a rotta di collo verso il baratro e lo scontro finale inevitabile e prevedibile i cui prodromi sono già presenti in modo più che palese ma che tutti fingono di non vedere! E malgrado le prese di posizione e i moniti chiari e forti di molti intellettuali e politici virtuosi, così come quelli di molti riconosciuti esperti che con grande coraggio e senso di responsabilità stanno cercando di fermare questa perversa spirale delirante verso il disastro finale, malgrado tutto ciò coloro che hanno voluto (fortemente voluto) e imbastito questo disgraziato progetto chiamato “unione europea” non vuole ora fare marcia indietro, non vuole sentire ragione, e pervicacemente quanto ottusamente moltiplica ancor più gli sforzi per accelerare il disastro finale. THE SHOW MUST GO ON … con la differenza che qui, però, non si tratta di una performance artistica ma della vita reale di decine di milioni di individui che questo perverso e autocratico meccanismo impolitico ha deciso che bisogna sacrificare; non per una “ragion di Stato” che in quanto tale non può rivendicare, ma per una ragione egoistica, narcisistica, squisitamente di casta ed opportunistica!

Elezioni comunali 2017 della Grande Bellinzona. La sezione UDC di Bellinzona ai blocchi di partenza

La sezione UDC di Bellinzona si sta preparando per le elezioni comunali 2017 della Grande Bellinzona.
Evidentemente – e la cosa è di primaria importanza – sarà però necessario chiarire prima in modo rigoroso, urgente e inequivocabile le questioni scottanti degli attacchi personali, dell’incapacità e delle derive di A. Ambrosini e P. C. Minotti. Questi infatti, da due anni a questa parte, stanno bloccando ogni attività partitica a livello sezionale e distrettuale a seguito dei loro continui e sterili attacchi personali e delle polemiche strumentali nei confronti del sottoscritto, così come della presidenza e della direttiva cantonale del partito! Sarebbe ora e tempo che la commissione disciplinare del partito, incaricata di esaminare il corposo e dettagliato incarto relativo a questi due individui e di sanzionare il loro esecrabile comportamento, giunga ora alla conclusione del suo iter con una decisione chiara e forte! Si tratta qui del futuro della città, del Distretto e del partito stesso! Non è possibile lasciare che certi comportamenti, così come certe affermazioni, ostracismi e attacchi interni al partito – che hanno nuociuto pesantemente allo stesso, in particolare nel corso delle elezioni Cantonali 2015 e delle Comunali 2016 (per non parlare delle Federali dello scorso anno e di altri importanti appuntamenti politici) – possano continuare ancora impunemente nel corso dei prossimi mesi e anni. Sacrificando in tal modo ancora una volta – sull’altare del narcisismo e degli interessi personali di due inqualificabili individui – il diritto, la democrazia e la politica attiva in favore della comunità … con una ulteriore sconfitta in occasione delle elezioni comunali di Bellinzona del 2017.
Dr. med. Orlando Del Don, presidente della sezione UDC di Bellinzona

L’uomo che scambiò se stesso per un genio della politica … e del suo Alter Ego, che lo aveva fortissimamente voluto

Ancora a proposito della commedia fanta-politica inscenata dai due clown bellinzonesi in erba “Athos Ambrosini in Minotti” (SIC!) e Paolo Camillo Minotti in Ambrosini (ri-SIC!), il cui futuro in qualità di epigoni di Dimitri è assicurato.

Il materiale per scrivere un racconto alla Oliver Sachs sulla falsariga de “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” c’è tutto, e anche la voglia di farlo. Manca solo il tempo, che però mi sono ripromesso di ritagliarmi nel corso dell’estate.

Ora però la cosa che urge chiarire e segnalare è un’altra, e cioè quella che mette bene in evidenza – una volta per tutte – l’idiozia, l’arroganza ma soprattutto l’ignoranza che sottende e supervisiona le poche ma confuse iniziative e idee dei due Quaquaraquà dell'(im)politica cantonale più ruspante.

Questi due infelici Ominicchi, infatti, nel corso di diverse interviste, scritti e dichiarazioni rese alla stampa hanno incautamente accusato il sottoscritto di aver avuto l’appoggio e il voto dei pazienti in sua cura! Gli stessi hanno pure aggiunto di non voler avere a che fare con uno (sempre il sottoscritto) che è incline a concedere facilmente rendite di invalidità!

Cominciamo da quest’ultima risibile e sciocca insinuazione per ricordare ai due Ominicchi in questione quello che dall’alto della loro crassa ignoranza essi non sanno (o, ancora peggio, fingono di non sapere) e cioè quanto segue:

1) La decisione di concedere una rendita AI non spetta mai (in assoluto) al medico curante ma essa è di competenza precipua dell’Ufficio dell’Ass. Invalidità, che si avvale di medici specialisti accreditati e pagati dall’UAI stesso e, soprattutto, di funzionari altamente preparati e rigorosamente autonomi nonché indipendenti anche e soprattutto nei confronti di tutti i medici, compresi i loro medici accreditati e di fiducia!

2) La domanda all’UAI di una prestazione (rendita compresa) non è mai formulata dal medico ma dall’assicurato stesso, di sua sponte e di suo pugno.

Detto ciò, passiamo ora all’altra questione, quella relativa  alla libera scelta di un paziente in cura psicologica/psichiatrica di poter esprimere pienamente e validamente le proprie idee e preferenza in ambito politico.

Premesso che, in occasione dell’ultimo Congresso UDC, nel corso del quale il team Ambosini-Minotti è stato sonoramente sconfessato e che è poi stato all’origine delle loro sterili contestazioni, nessuno di noi e tanto meno il sottoscritto ha potuto verificare la presente di miei pazienti – e non si riesce a capire come possano averli visti Ambrosini-Minotti (!!!). Premesso ciò, dicevo, e a livello più generale, da quale pulpito questi due si arrogano poi il diritto di affermare che dei pazienti seguiti ambulatoriamente in ambito psicoterapeutico e psichiatrico (e che evidentemente godono pienamente dei loro diritti civili) non possano ora esprimere le loro preferenze e il loro voto a proposito di candidati che essi ritengono validi.

Questo è un insulto nei confronti di tutti i pazienti, in particoare dei pazienti in cura psicoanalitica, psicoterapeutica e psichiatrica – ma non solo! – e rappresenta anche, unitamente ad una crassa ed odiosa ignoranza, anche una grave forma di stigmatizzazione e “razzismo” nei loro confronti (si pensi che, in uno degli ultimi studi fatti, in Ticino il numero di persone che hanno avuto e/o che stanno seguendo una cura psicologico-psichiatrica, ammonterebbe a più della metà della popolazione!), oltre che una visione oscurantista dell’Uomo e delle Neuroscienze! E questo è tanto più grave in quanto i due acrimoniosi Quaquaraquà aspirano a essere (non a diventare, si badi bene, ma ad Essere!) le uniche teste pensanti della politica ticinese, gli unici leader democentristi con “pedigree” e idee (che nessuno però conosce) e a voler dettare legge in Casa UDC, trattando tutti gli esponenti della partito e della dirigenza cantonale da poveri incapaci, sciocchi, inadempienti, nullafacenti da rottamare!

Vado a terminare esprimendo allora la mia più genuina e sincera perplessità sull’onestà intellettuale, civile, sociale e politica di due individui che non esito a ri-definire due Quaquaraquà … e ciò, evidentemente, nella migliore delle ipotesi, nessuna esclusa!

Chiudo con un aforisma di Albert Einstein che bene riassume la portata del problema che i due individui incarnano in modo paradigmatico:

Chiunque si accinga ad eleggere se stesso a giudice del vero e della conoscenza, naufraga sotto le risate degli Dei.

Dr. me  Orlando Del Don, Presidente Sezione UDC di Bellinzona, Membro della Direttiva Cantonale

 

Nuovo impegno e progetto sociale a Bellinzona… con la MY WAY Services SA

BellaMente Social Club. Impresa sociale.

A Bellinzona, con un gruppo di colleghi e operatori sociali (tutti professionisti già da anni attivi sul campo) stiamo costituendo una società cooperativa (la BellaMente Social Club) che si vuole occupare di tutta una serie di questioni sociali, psico-sociali, medico-psicologiche, esistenziali ed assistenziali indirizzate alla popolazione che sempre più fatica a gestire la propria vita e che non trova interlocutori preparati e competenti. Nelle prossime settimane spero di potervi dare ulteriori informazioni … al termine della fase costitutiva della neonata iniziativa professionale.
Dr. med. Orlando Del Don, presidente della My Way Services SA

Unione Democratica di Centro, Sezione di Bellinzona. Convocazione Riunione straordinaria urgente

UNIONE DEMOCRATICA DI CENTRO, SEZIONE DI BELLINZONA. CONVOCAZIONE RIUNIONE STRAORDINARIA
Giovedì 17 marzo 2016

A seguito delle inqualificabili e offensive dichiarazioni, dei vergognosi e gratuiti attacchi e delle strumentali polemiche divulgate a mezzo stampa nel corso di queste ultime settimane dai signori Paolo Camillo Minotti e Athos Ambrosini, diversi membri della nostra Sezione hanno chiesto la convocazione di una riunione straordinaria urgente. Questa richiesta è stata accolta e, con la presente, invitiamo tutti i membri della Sezione UDC di Bellinzona a voler partecipare ai lavori previsti giovedì 17 marzo a Bellinzona presso il Centro Indipendenza, con inizio alle ore 20:30. Nei prossimi giorni verranno trasmesse via e-mail le convocazioni – con il relativo ordine del giorno – a tutti i membri della nostra Sezione cittadina.
Il presidente: Orlando Del Don
Il vice presidente: Faton Durmishi
La segretaria: Rita Campana Peduzzi

Ducry e Roic novelli crociati … che sputano controvento!

Sulla questione dei criminali stranieri DUCRY E ROIC MENTONO, SAPENDO DI MENTIRE!
Ha dell’incredibile la virulenza della crociata di Ducry e Roic contro l’iniziativa di “attuazione UDC” per l’espulsione dei criminali stranieri. Soprattutto per i toni utilizzati, perché invece per quanto riguarda i contenuti questa sono di fatto inconsistenti, volatili se non addirittura assenti.
Ducry e Roic, infatti, pretenderebbero ora di ergersi a paladini e difensori degli interessi della Svizzera in qualità di … esponenti del NUMES, il Nuovo Movimento Europeo Svizzero!!! Il che è tutto dire. A loro insindacabile parere, infatti, per andare d’accordo con l’Unione Europea (cioè per favorire gli interessi di parte dell’UE) noi dovremmo tenerci i criminali stranieri! Proprio un bel baratto, non c’è che dire. Ma non contenti, i due esponenti del NUMES, definiscono poi l’iniziativa UDC disumana … tacendo del fatto che, semmai, disumano è il trattamento riservato a tutti i cittadini onesti, per non parlare delle vittime (e dei loro famigliari) delle violenze commesse da questi criminali. Vittime innocenti e inermi che poi, spesso, vengono pure dimenticate e lasciate sole. E che dire poi – sempre a proposito di disumanità – delle decisioni inique e disumane dei burocrati UE che stanno mietendo vittime innocenti in tutta Eurolandia! A questo proposito mi chiedo se Ducry e Roic li leggono i giornali e i bollettini di guerra che giornalmente i telegiornali e i media elettronici ci forniscono a proposito dei drammi disumani delle decisioni UE.
E che poi, per soprammercato, l’iniziativa UDC sia definita anche vessatoria e ingiusta, beh, qui siamo a livello di fantapolitica; Ducry e Roic dovrebbero infatti avere il buon senso di chiederlo alla vittime dei criminali in oggetto e ai loro famigliari.
Pertanto, per farla breve, consiglierei ai due esponenti del NUMES di voler porre un deciso SI nell’urna il 28 febbraio prossimo; nel rispetto della democrazia, della volontà popolare, del diritto, del Paese e per un’umanità che sia tale e non asservita agli interessi egoistici dell’UE!

Ambrosini ha perso un’occasione per tacere. Ossia, i rami secchi e sterili da tagliare

I RAMI SECCHI E STERILI DA TAGLIARE. Ambrosini ha perso un’occasione d’oro per stare finalmente zitto e lavorare per il partito invece di remare contro il partito.
Una rettifica e una precisazione pertanto si impone!

Tenuto conto che il presidente del Distretto UDC di Bellinzona e Valli Athos Ambrosini continua infatti con il suo stillicidio di comunicati, provocazioni, strumentalizzazioni e mistificazioni sono costretto a diramare questa rettifica e precisazione. Semplicemente riportando – di seguito – il mio scritto a lui stesso (Ambrosini) trasmesso in data 13.2.2016 e che non lascia adito a nessuna interpretazione fantasiosa relativamente al senso del mio agire.

“Comunicato all’attenzione di Athos Ambrosini e del segretario del Distretto di Bellinzona e Valli.
In risposta agli ultimi vergognosi scritti [sia interni al partito che sui media] di Ambrosini, scritti carichi di odio, menzogne, insulti, irrisioni, provocazioni e manipolazioni che hanno superato ogni forma di civile comprensione e sopportabilità e che si collocano ad un livello di miserabile viltà e barbarie come poche ne ho viste nella mia vita, in considerazione di ciò segnalo con la presente che ho trasmesso oggi stesso un memoriale all’attenzione del presidente cantonale Piero Marchesi. Da oggi in poi non voglio più avere a che fare con Ambrosini e non voglio più ricevere comunicazioni da parte del Distretto di Bellinzona e Valli. Pertanto esigo che, da subito, togliate i miei recapiti (tutti i miei recapiti: posta tradizionale, elettronica, telefonici e fax) dal vostro indirizzario”.

In altre parole il sottoscritto – con questo scritto – aveva chiaramente informato Ambrosini di non voler avere più niente a che fare lui e con il Distretto UDC di Bellinzona e valli finché ci fosse stato il “ramo secco e sterile” Ambrosini in qualità di presidente. O, per essere ancora più chiari: finché Ambrosini non se ne sarà andato ponendo così fine ai pesanti danni che, da due anni a questa, egli sta arrecando alla politica distrettuale e cantonale UDC.

Per quanto riguarda poi la mia vicepresidenza cantonale preciso inoltre che nella stessa data del 13.2.2016 avevo inoltrato un mio memoriale al presidente cantonale Piero Marchesi al quale avevo rimesso il mio mandato di vicepresidente affinché egli – Marchesi – potesse essere libero di gestire il “Caso Ambrosini” senza che quest’ultimo continuasse ora più nascondere le sue inadempienze e inettitudini dietro il conflitto (puramente strumentale) con la mia persona, a lui invisa e da lui considerata ingombrante.

Dr. med. Orlando Del Don
UDC, Sezione Ticino

Un gesto di distensione e un tentativo di riconciliazione con Ambrosini nel segno della responsabilità e di una ritrovata dignità politica, sociale e personale

Pubblicato il 21.01.2016 sul Corriere del Ticino

I miei rapporti con Ambrosini, come risaputo, sono problematici. Cionondimeno voglio fare un passo nelle direzione della distensione e della riconciliazione; con tutti i rischi che ciò comporta in termini di possibili ulteriori strumentalizzazioni di questo mio gesto. Capisco le delusioni politiche e personali di Ambrosini legate ad alcune scelte poco felici del partito nel corso degli ultimi due anni e, al contempo, il suo nervosismo per non avere avuto i consensi auspicati. Delusioni e frustrazioni, però, che non sono solo sue! Capisco anche il suo risentimento e, pure, la sua insofferenza nei confronti di persone come il sottoscritto che a volte può apparire magari ruvido e forse anche “indigesto”. Capisco tutto ciò, ma la strada delle “crociate politiche e personali” interne al partito, dei toni minacciosi e delle “scomuniche” politiche sono quanto di più controproducente e sterile si possa in questi casi invocare. È infatti pericoloso lasciarsi condizionare da una bellicosità che si alimenta per autoinduzione e che spesso, involontariamente, asseconda e compiace talune inconfessabili velleità da parte di coloro che non raramente si celano dietro il leader. Leader che si espone poi però temerariamente in prima persona. Situazioni queste che sfuggono poi sempre al controllo e danneggiano tutti: il leader espostosi, il partito, gli interessi della comunità così come i colleghi di partito e tutto quanto di buono si è fatto assieme fino al quel momento. Poi, si sa, nessuno di noi è profeta, nessuno indispensabile, nessuno è il depositario di una verità infusa. E allora? Allora propongo di deporre le armi e tentare ancora una volta la strada della ricerca di una soluzione condivisa pacifica, civile, democratica, nel rispetto reciproco, lasciando perdere l’orgoglio ferito, rivendicazioni e faide, personalismi e vecchie ruggini, odi e sospetti, dietrologie e veleni. Questa è la via che ora tutti si aspettano (a parte gli avversari politici e , forse, certi giornalisti). Perché la gente – giustamente – è stufa di litigi e polemiche, nauseata e insofferente a tutto ciò. Litigi che rischiano di oscurare questioni ben più importanti che non possono ora più attendere. Ora ci aspettano infatti – al di là del Congresso di domenica prossima – le elezioni comunali, e l’ultimo termine per la consegna delle liste è il primo febbraio. Concentriamo allora tutte le nostre energie e risorse su questo nobile obiettivo. E non facciamo l’errore di rifiutare invece sdegnosamente la mano tesa e questo gesto di riconciliazione spontaneo … per il bene del partito e dei ticinesi. Io sono pronto. Grazie per l’attenzione.

Dr. med. Orlando Del Don

UDC Sezione Ticino

Intervista al presidente UDC Gabriele Pinoja … con un commento a proposito della dissidio Del Don / Ambrosini

Interessantissima intervista sul La Regione di oggi, sabato 16 gennaio, al presidente cantonale UDC Gabriele Pinoja ad una settimana dal congresso che eleggerà il suo successore … e i due vicepresidenti del partito.

Consiglio a tutti di leggere le lucide e sobrie argomentazioni di Pinoja che bene illustra le sfide che attenderanno il nuovo presidente e i suoi più stretti collaboratori.

Io qui voglio però riportare integralmente solo la parte conclusiva dell’intervista e, nello specifico, quella che fa riferimento alle recenti “tensioni” emerse nel Distretto di Bellinzona e Valli e il dissidio fra il presidente Athos Ambrosini e il sottoscritto.

Alla domanda del giornalista Aldo Bertagni (“C’è del malumore nel Bellinzonese dove Ambrosini è appunto presidente distrettuale. Pensiamo alle polemiche con Orlando Del Don”) Pinoja così risponde: “È una questione di leadership. Il presidente distrettuale ha qualche difficoltà. A me è capitato più volte di ricordare che se vogliamo crescere non possiamo pretendere che tutti la pensino esattamente allo stesso modo. È impossibile. In questi quattro anni siamo stati avvicinati da tanti cittadini, anche a Bellinzona. Ambrosini, ad esempio, non ha gradito la presenza di alcuni. Come si fa a dire no ad una persona che vuole aderire al nostro partito, se non ha pendenze penali ed è in grado di discernere?“.

Una risposta diplomatica, cortese, elegante e chiara, quella di Pinoja, alla quale – per chi non avesse seguito attentamente le vicissitudini del partito o fosse stato disattento – vale la pena aggiungere un breve commento a complemento. E cioè che Ambrosini invece di guardare solo il suo ombelico e dissipare tempo ed energie in sterili e avvilenti polemiche con i membri del Distretto a lui “sgraditi” dovrebbe finalmente occuparsi ora di far crescere il Distretto, visto il disastroso risultato delle ultime elezioni cantonali e l’inconsistente attività e presenza sul territorio del distretto che lui dirige nel dibattito politico e sociale di Bellinzona e Valli. Senza scordare che mancano pochi giorni alla consegna delle liste per le elezioni comunali e che Ambrosini sembra aver accantonato/dimenticato. Detto ciò va ancora precisato – a scanso di equivoci – che la recente richiesta di espulsione dal partito di Orlando Del Don, voluta da Ambrosini, è stata bocciata dalla Direttiva cantonale (perché non giustificata e puramente strumentale). D’altro canto, invece, la mia richiesta di espulsione dal partito di Ambrosini è stata accolta all’unanimità (!) dalla Direttiva Cantonale e pertanto a giorni verrà costituita una Commissione disciplinare che si occuperà della questione. Nello specifico – e in estrema sintesi  – di valutare la sua “leadership” e la capacità di coordinare democraticamente e in modo minimamente utile l’attività del distretto. Distretto che da due anni è in stato di “ibernazione” a causa della volontà dichiarata di Ambrosini di  voler osteggiare e boicottare per ripicca tutte le iniziative politiche e partitiche dello stesso  essendo egli  in contrasto  con i vertiti al completo dell’UDC cantonale (rei di non aver seguito le sue idee e le sue scelte politiche) … Orlando Del Don compreso, essendo io a mia volta ritenuto “colpevole” di attivismo indesiderato per aver fatto il possibile e l’impossibile alfine di salvare il salvabile e sbloccare l’impasse in cui il distretto si trova da oramai troppo tempo! Una situazione estremamente imbarazzante e che in tutti i modi io e i vertici del partito abbiamo cercato di risolvere e mediare in modo pacato e possibilista senza però mai avanzare di un millimetro nella guerra ad oltranza di Ambrosini contro tutti e contro tutto!

Ora il Congresso del 24 gennaio dovrà rinnovare i vertici del partito a livello cantonale, con il nuovo presidente e i suoi due stretti collaboratori nel ruolo di vicepresidenti del Sopra e del Sottoceneri. La partita è pertanto delle più importanti per cominciare finalmente a sbloccare l’UDC ticinese da queste estenuanti e sterili lotte incentrate su personalismi e ormbelicocentrismi che più avvilenti e insensate non potrebbero essere!

Dr. med. Orlando Del Don, membro della Direttiva cantonale e presidente della Sezione bellinzonese UDC