A proposito del Male … quello radicale, diabolico, perverso!

Qualche giorno orsono avevo dato avvio ad una specie di esperimento con una rubrica dal titolo Apri-La-Mente, alla quale avevo apposto il sottotitolo … PENSA-CHE-TI-PASSA.

Beh, in quel mio primo intervento avevo affrontato in modo sintetico e aforismatico il tema dell’invidia. Avendo ricevuto diverse attestazioni che mi incoraggiavano a continuare nell’esperimento ho pensato di continuare con questa mia prova attraverso la quale offrire qualche elemento di riflessione sui temi cosiddetti scottanti che ci toccano tutti, per un verso o per l’altro … come attori o spettatori,  come protagonisti o testimoni, o magari anche come vittime o carnefici, soggetti attivi o passivi. Vedete voi. Ognuno ne faccia quello che meglio crede.

Ma che dire OGGI a proposito di MALE? Quello radicale, diabolico, perverso, apparentemente senza speranza, senza fine, senza fondo! Quel Male che comprende e va anche oltre i fenomeni tristemente conosciuti di fanatismo ideologico e di terrorismo.

Esiste un “Albero del male”? E su quale terreno si sviluppa? Di cosa si alimenta? Qual’è il suo fine, quali sono i suoi frutti? E, ancora, il Male (questo Male) esiste solo in quanto assenza di bene o è anche opposizione ad esso? E quale è  il suo rapporto con la pulsione di morte (Freud) se questa correlazione può essere fatta in modo lecito e pertinente?

La storia ci insegna che la linea che separa il Bene dal Male è sempre stata fragile, sfumata. Eppure chiunque incontri il Male lo riconosce SUBITO e sa che esso continua ad agire nei confronti dell’individuo, della vita sociale e della comunità costituita, attraverso la rottura dei legami.

Il momento in cui – con orrore – percepiamo tutto ciò e prendiamo le distanze da questo abisso che ci guarda e tenta di annientarci attirandoci a se come un “buco nero”, ecco, in quel  momento qualcosa si muove in noi. Solo allora siamo potenzialmente in grado di percepire – seppur in modo ancora indistinto – che nel momento in cui si è maggiormente intimoriti da ciò che della vita non comprendiamo (IL MALE), proprio in quel momento paradossalmente siamo più vicini a comprenderlo che in qualsiasi altro momento. Ma questo momento dura assai poco e il nostro orrore, la paura di vedere ciò che più ci turba, ci allontana da questa consapevolezza e ci spinge a cercare conforto altrove, lasciando cadere così questa forma di conoscenza e responsabilità soggettiva! E allora – parafrasando Herbert Spencer – in quel momento gli esseri umani si aggrappano ancora più disperatamente ai loro deliziosi tiranni e alle loro squisite sciocchezze finché la morte non li guarderà dritto negli occhi!

Così è, Signori, e poiché il Reale di questa Verità sembra inguardabile, inconoscibile, inavvicinabile … ecco che la nostra vita reale, la realtà quotidiana, è costituita per la maggior parte da immaginazione, fiction, sogno, illusione!

Dr. med. Orlando Del Don, medico, psicoanalista

PS: Per approfondimenti sul tema si veda il testo pubblicato dalle Edizioni Borla, Lo Sguardo del Male, di Lino Rossi e Orlando Del Don, pubblicato nel 2012

 

Apri-la-mente! Quasi nuovamente una rubrica!

PENSA-CHE-TI-PASSA
A proposito dell’invidia.
Spesso colui che ne è vittima non si stima abbastanza per mettersi alla prova, e non si mette alla prova per non disconfermare la falsa idea che si è costituito di sè.
E pertanto questi è spesso preso dal bisogno di lanciare invettive feroci (soprattutto sui social media) credendosi infatti lui talentuosissimo in potenza e così pure dotato di grandissima purezza spirituale, e necessariamente inadatto (poverino lui!) alla feroce battaglia della vita e ai rischi potenziali degli scacchi matti delle altrui – a suo dire -inelegantissime ambizioni.
E proprio a causa di ciò egli però non si nega il diritto e il piacere maligno di critiche veementi e gratuite nei confronti del prossimo, andando spesso ben oltre la soglia del civile commento e dell’urbano confronto, sfociando spesso nell’invettiva da crisi epatica!

Leila Guscio e Orlando Del Don, eletti all’unanimità capogruppo e vice capogruppo

BELLINZONA – I rappresentanti della lista Lega/UDC/Indipendenti/Noce eletti nel Consiglio comunale della nuova Bellinzona, si sono riuniti unitamente al Municipale Mauro Minotti mercoledì. Il neo-costituito gruppo in Consiglio comunale ha designato all’unanimità quale capogruppo Lelia Guscio, Consigliera comunale uscente di Bellinzona e deputata in Gran Consiglio per la Lega dei Ticinesi. Orlando Del Don, già deputato e capogruppo in Gran Consiglio nonché attuale presidente della sezione UDC di Bellinzona, sarà il vice-capogruppo.

Il gruppo ha in seguito discusso le tematiche che verranno affrontate dai propri rappresentanti in seno all’esecutivo e al legislativo della nuova Città, e auspica che si possa lavorare in modo armonioso con le altre forze politiche per il bene dei cittadini del nuovo comune.

Allo stesso tempo si sono già pianificati i nominativi dei membri che entreranno a far parte delle quattro commissioni permanenti. Nominativi che verranno resi pubblici nel corso dei prossimi giorni.

Grande la soddisfazione da parte di tutti i partecipanti (presenti al completo) che in tal modo hanno ancora una volta dimostrato e testimoniato grande senso di responsabilità,  coesione, collaborazione e intesa e che prefigura una proficua e intensa attività da parte di tutto il gruppo in questa prima legislatura del nuovo comune per il bene della comunità della nuova grande Bellinzona.

Dr. med. Orlando Del Don, presidente sezione UDC del bellinzonese

Leggiadro intermezzo sui massimi sistemi

Bisogna ammetterlo, se la stupidità ha avuto tutto il  successo – che tutti noi possiamo accertare giornalmente – a livello evolutivo, ben, ci deve pur essere una buona ragione. Deve avere un senso e, soprattutto, uno scopo!

E pertanto essa va presa con tutta la serietà, l’impegno e la professionalità del caso. In ogni caso essa non va assolutamente sottovalutata.

È pertanto con piacere che oggi il Corriere del Ticino ci regala un gustosissimo trafiletto sull’argomento sul quale vale la pena soffermarsi un momento.

“Perché ogni epoca ha i suoi imbecilli e i suoi tromboni da studiare”.

Questo è il bel titolo dell’altrettanto bel pezzo pubblicato sull’edizione odierna (10.04.17) del Corriere del Ticino, firmato da Giorgio Thoeni. Ve lo consiglio … godibilissimo! E utilissimo, perché – come ci ricorda la Prima Legge Fondamentale formulata da Carlo M. Cipolla: “Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione”.

Peraltro, e qui termino, davanti a questo quesito insondabile e misterioso non aveva torto neanche Molière che ci dà questo ulteriore e non così ovvio spunto di riflessione: Uno stolto istruito è più stolto di uno ignorante!

Orlando Del Don 

Mia elezione in Consiglio comunale a Bellinzona

Le elezioni per la Nuova Bellinzona sono terminate. I risultati sono noti a tutti. In qualità di presidente della sezione bellinzonese dell’Unione Democratica di Centro (UDC) desidero esprimere la mia gratitudine nei confronti di tutti quei cittadini che mi hanno dato la loro fiducia (permettendo la mia elezione al Consiglio comunale) estendendola anche ai miei  colleghi democentristi, permettendo così per la prima volta di entrare nel legislativo cittadino in forze con ben 3 UDC. Con me infatti vi saranno anche Marco Ottini e Tuto Rossi. Un grande successo e una grandissima soddisfazione, non solo personale, ma soprattutto corale, sociale.

Evidentemente faremo tesoro di questa fiducia che la cittadinanza ci ha concesso e non deluderemo i nostri sostenitori cercando di essere sempre degni e all’altezza del compito e del ruolo che ci è stato in tal modo conferito dal popolo sovrano.

Faremo il nostro dovere consapevoli della responsabilità del nostro ruolo ma – soprattutto – consapevoli del fatto che non dovrà mai più accadere quanto è accaduto nel corso della campagna elettorale laddove qualcuno aveva pensato bene (con la complicità dei media, e della RSI in particolare) che la democrazia fosse certamente il governo attraverso il dibattito, ma che questo fosse tanto più efficace agli interessi di parte (leggasi PS e PLR) solo quando si riesce a far star zitta la gente.

Tanto per non dimenticare!

Dr. med. Orlando Del Don, Consigliere comunale Bellinzona, presidente sezione bellinzonese dell’UDC

La criminalità in continua trasformazione e il vissuto di insicurezza dei cittadini. Le sfide della nuova Bellinzona

Ne siamo consapevoli tutti. La criminalità, si trasforma ed evolve in continuazione riguardo le sue forme, i suoi obiettivi e le sue vittime designate. D’altra parte in una città/comunità vi può essere il benessere più diffuso, il tasso di occupazione più elevato, la qualità di vita migliore, una mobilità perfetta, ma tutto viene vanificato se i cittadini percepiscono l’inquietudine legata all’insicurezza.

Bellinzona, del resto, in un recente passato, è stata ai vertici di risse e aggressioni. Pochi anni orsono, questi tipi di reati erano addirittura il 50% superiori alla media cantonale. Quindi c’è poco da cullarsi nella bambagia. Inoltre, anche se è un dato poco conosciuto, non bisogna dimenticare che la Svizzera ha il tasso più alto di furti delle abitazioni – che sono in vetta alla classifica dei reati pure in Ticino – rispetto alle nazioni confinanti. Persino rispetto all’Italia. Anche se, in questo settore, Bellinzona è surclassata da Lugano – ma la cosa non è certo tranquillizzante. La sicurezza che i cittadini chiedono a tutela della propria integrità e delle proprie abitazioni è perciò qualcosa di fondamentale su cui chinarsi. E non solo a parole.

Dal momento che, come ci spiegano le statistiche, individuare i responsabili di reati non è così evidente, nonostante l’impegno delle forze di polizia, credo che sviluppare uno stretto rapporto di collaborazione tra gli agenti dei quartieri della nuova Bellinzona, sia qualcosa importante e imprescindibile. Così com’è fondamentale che vengano allestite campagne di sensibilizzazione sulle tematiche più sensibili (dai furti alle violenze domestiche), in modo tale che il cittadino non si senta mai solo e abbandonato. Peraltro lo sviluppo delle nuove tecnologie, la globalizzazione, l’urbanizzazione crescente, i traffici internazionali e le nuove forme di criminalità che si sviluppano senza tregua, sono un terreno fertile per ogni forma di attività delinquenziale nelle sue più variegate forme.

Sono personalmente convinto che non si debba quindi trascurare questo elemento programmatico nella nuova Bellinzona che, anzi, deve essere semmai implementato e aggiornato con un occhio particolare alle nostre forze dell’ordine, le quali non devono essere lasciate senza mezzi appropriati e moderni alla difficile bisogna. Il che non significa riempire la nuova Bellinzona di telecamere (che vengono peraltro percepite come eccessivamente invasive anche dai cittadini onesti), ma investire in opere di prevenzione e dissuasione con, soprattutto, una significativa presenza sul territorio dei nostri agenti.

Dr. med. Orlando Del Don

Candidato al Municipio per la nuova Bellinzona

Lista N. 1, Lega-Udc-Indipendenti-Noce

“Dibattito” TV per la nuova Bellinzona? RSI allo sbando, fra Arsenico e Vecchi merletti!

 

Quel che è giusto, è giusto. Bisogna dargliene atto. I giornalisti della RSI hanno coraggio da vendere. Oserei dire che sfiorano la temerarietà. Perché comportarsi come hanno fatto i professionisti della disinformazione il 13 marzo scorso, nel corso del dibattito andato in onda su LA 2 a proposito delle elezioni comunali della Nuova Bellinzona, significa sfidare la sorte. Con l’iniziativa NO Billag alle porte, vuol dire davvero aver del fegato da vendere.

Evidentemente, la sonora batosta che la RSI ha già preso non appena i ticinesi hanno potuto esprimersi sulla “nostra” – in realtà la loro – radiotelevisione pubblica,  non è stata sufficiente. Pazienza. Si risveglieranno presto un po’ frastornati e, forse, cominceranno a farsi qualche domanda. Forse.

Per carità, la stanchezza gioca brutti scherzi a tutti.  Ma a tutto c’è un limite. Lunedì 13 marzo Massimiliano Herber e Christian Romelli forse erano distratti. Magari avevano litigato con la moglie. In ogni caso, avevano la testa altrove. Perché agli Agit-Prop di Mario Branda e Pierluigi Bersani – due facce della medesima medaglia di una politica vecchia,  legata a stantie logiche di potere, ma evidentemente ben radicata in certi ambientini – è sfuggito un piccolo dettaglio. Fermo restando che tutto poteva e può ancora cambiare, ai due giornalisti in carriera era sfuggito che il sottoscritto era ed è (fra tanti altri) anche lui uno dei possibili, potenziali aspiranti municipali della capitale del Canton Ticino. E non il loro zerbino!  Credo che questo non sia proprio un dettaglio insignificante.

Come comportarsi, dunque? Ignorando bellamente una pedina non trascurabile del dibattito politico, facendo finta che non esista, perché sgradita. Evidentemente, gli hanno insegnato a lavorare così.

Chissà quale scuola di giornalismo avranno frequentato i giornalisti che lavorano alla RSI, un po’ a digiuno di par condicio e di diritti alla corretta informazione da parte del pubblico. Chissà dove gli avranno insegnato che si devono ignorare bellamente i candidati (a loro non graditi) che chiedono di poter intervenire e parlare nei dibattiti pubblici teletrasmessi … per meravigliarsi in un secondo tempo  del fatto che questi reagiscano poi di conseguenza davanti a tanta prosopopea, arroganza, faziosità e crassa disinformazione.

Forse la RSI non ha capito che uno dei motivi per cui i ticinesi si sono stancati della RSI è proprio la faziosità.

Non sono i privilegi di cui godono coloro che lavorano grazie al canone più caro d’Europa. Non sono gli stipendi stratosferici pagati da cittadini costretti a versare un obolo stratosferico.  Non è la boria che esce da tutti i pori dai professionisti del politicamente corretto al Merlot. È – lo ripeto e lo sottolineo – la loro crassa faziosità.

La gente è indignata per la faziosità che, ormai, viene ostentata come fosse un valore aggiunto, ormai sbattuta in faccia all’utente senza remore né timori. Ma se i giornalisti al caviale della RSI parlassero con chi pretendono di rappresentare, se ne sarebbero accorti da un pezzo.

Anni fa, quando uscì una dettagliata inchiesta sulla RSI, poi ripresa da altre testate (Gazzetta ticinese illustrata, gli dedicò un editoriale), emerse una situazione allucinante. Nepotismo, raccomandazioni, incompetenza, privilegi. E cosa fecero ai piani alti? Niente. Nel senso che decisero di non rispondere a nessuna domanda dei colleghi della carta stampata, e quando uscì l’inchiesta non dissero una parola. Fecero finta di nulla. Ma non smentirono niente.

Forse nessuno gli ha insegnato che “chi tace acconsente”. Forse nessuno gli ha insegnato che il silenzio – che venga da loro o che sia imposto agli altri –  non dovrebbe essere un valore, per un giornalista serio.

Da allora però nulla è cambiato. La commedia continua, finché l’arsenico o i vecchi merletti che stanno inquinando la nostra televisione pubblica non cominceranno a intaccarne la struttura dall’interno!

 

Dr. med. Orlando Del Don, Candidato al Municipio per la nuova Bellinzona

Lista N. 1, Lega-Udc-Indipendenti-Noce

Per una grande Bellinzona da amare. Il 2 aprile, elezioni epocali!

Mio articolo pubblicato oggi, domenica 26 marzo 2017, su IL MATTINO DELLA DOMENICA
Elezioni di portata epocale alle quali tutti noi vogliamo contribuire per poter dire: C’ero anch’io!
Potrebbe suonare un po’ categorico, come monito, ma corrisponde semplicemente alla verità: chi è assente… ha sempre torto. Soprattutto in un momento storico eccezionale, da tutti i punti di vista, come questo. Perché quelle del 2 aprile, per la Nuova Bellinzona, saranno elezioni che – senza tema di smentita – possono essere definite epocali. Ed esprimere il proprio voto è ora più importante che mai. Perché, per noi bellinzonesi e per i comuni aggregati, queste non sono affatto elezioni come le altre. Nessuno, sino a pochi anni fa, avrebbe infatti mai potuto immaginare che un progetto di aggregazione come quello che è stato realizzato, sarebbe stato possibile. Troppe gelosie, rancori, personalismi, troppo campanilismo da parte di tutti. Eppure – con tutto il rispetto e la stima per coloro che, ancor oggi, sono contrari al processo aggregativo – i cittadini si sono dimostrati molto più maturi di tanti politici, troppo presi questi ultimi da personalismi e egoistiche imprese di piccolo cabotaggio. Siamo infatti tutti consapevoli della disaffezione di molte persone nei confronti della politica. Del senso di frustrazione, del fatalismo, dei vissuti di impotenza e di insofferenza che non pochi cittadini nutrono nei confronti della classe politica nel suo complesso. La politica dovrà ora quindi riconquistare con impegno e rigore la fiducia di tutti loro, soprattutto dei più scettici. Ciò detto, il voto del 2 aprile non sarà solo un voto a favore (o contro) un determinato partito o candidato. Sarà anche un voto che indicherà quale forma e indirizzo dare a una realtà inedita, straordinaria, di eccezionale portata sociale, economica, culturale e politica. E che è tutta da costruire; tutti insieme. Proprio perché la Nuova Bellinzona è una grande e ambiziosa idea, un grande e promettente progetto, non mancheranno le difficoltà, e bisognerà imparare a conoscerci meglio, a collaborare. A non dare nulla per scontato e ad ascoltare tutti, quartieri compresi e non solo. Nessuno sarà più importante di altri. Credo sia questo l’approccio prioritario da condividere, per far in modo che queste storiche elezioni ci consegnino una città di cui andare fieri, indipendentemente dalle proprie convinzioni e dall’orientamento politico. Per questo è fondamentale andare a votare. Per poter dire c’ero anch’io. La lista n. 1 sta facendo la sua parte in tutto ciò. Vuole esserci, per rendere fattibile, desiderabile e concreta la nostra nuova, grande Bellinzona.
DR. MED. ORLANDO DEL DON CANDIDATO AL MUNICIPIO E AL CC LISTA N. 1 LEGA-UDC-INDIPENDENTI-NOCE

Le derive politiche della sinistra in questa incarognita campagna elettorale per la nuova Bellinzona

La campagna elettorale per la Nuova Bellinzona e l’ipocrisia del partito socialista mi lasciano sempre più sgomento e basito.

Un partito socialista buonista, sonnolente, apatico e assente ma che – dietro le quinte – non esita a difendere i suoi privilegi e la sua presunta superiorità etica, morale, intellettuale, politica e culturale come metodi a dir poco equivoci, inquietanti, per non dire altro!

Oggi infatti un collega democentrista mi porta l’ultimo numero de IL DIAVOLO, quindicinale sedicente satirico della Svizzera italiana e che – come alcuni sanno – è diretto da un certo Corrado Mordasini.  Molti avranno avuto modo, negli anni, di conoscere le truculenti, volgari, ingiuriose, vili, squallide e offensive campagne mediatiche di Mordasini & Compagni nei confronti di molti concittadini la cui unica colpa è stata quella di non pensarla come Mordasini e/o di essere in disaccordo con le idee politiche di una certa sinistra nella quale i redattori de IL DIAVOLO si riconoscono.

Non si contano, negli anni, le persone che sono state attaccate, derise, umiliate, calunniate e tiranneggiate da questa compagine di sinistri individui … e le denunce di cui questi sono stati oggetto. Il tutto senza che il quindicinale cambiasse minimamente il suo volgarissimo e bassissimo livello di operatività che pertanto, anche ora, continua più virulento che mai, essendo ora stimolato in tal senso dalle elezioni comunali per la nuova Bellinzona.

Ma cosa c’entrano Mordasini e IL DIAVOLO con la nuova Bellinzona? si chiederà ancora qualcuno. Ebbene la spiegazione è presto data.

Mordasini e IL DIAVOLO sono infatti foraggiati dal partito socialista che in queste elezioni si è coalizzato con altri sinistri compagni per formare L’UNITÀ DI SINISTRA E I VERDI (Lista n. 5). E questo è confermato non solo dalle pubblicazioni fumettistiche che l’UNITÀ DI SINISTRA continua a spedire a tutti i fuochi della nuova Bellinzona,  fumetti che portano la firma di Mordasini e compagni, ma pure da quest’ultimo numero de IL DIAVOLO che riserva tutta la quarta di copertina alla promozione politica … dell’UNITÀ DI SINISTRA E VERDI.

In questa copertina campeggia trionfalmente il FINALMENTE GRANDI con le facce e i nomi di questi grandi anti-eroi: e cioè Mario Branda, Roberto Malacrida, Henrik Bang, Ronnie David, Lisa Boscolo, Alessandro Lucchini e Renato Züger.

A tanto sono arrivati i sinistri che vogliono continuare a governare Bellinzona. Ora capisco gli attacchi continui di Mordasini alla mia persona. I sinistri preferiscono infatti mandare avanti il loro cane da guardia a fare il lavoro sporco, nascondendosi dietro le loro pose rassicuranti. Attacchi che Mordasini e compagni mi hanno sferrato ogni qualvolta ho avuto da ridire a proposito dell’attività del partito socialista! E che ora ho deciso di denunciare alla magistratura.

Detto questo che dire ancora, in conclusione? Io non voglio sparlare e denigrare Mordasini – il quale è un semplice cane da guardia dei socialisti, un utile idiota che adesso l’Unità di Sinistra e I Verdi utilizzano per i loro lavori sporchi – ma desidero cionondimeno denunciare questo comportamento incivile, squallido, perverso, scellerato e ipocrita dei socialisti e verdi che non si fermano davanti a niente pur di preservare il potere, pur di vincere la sfida politica nei confronti di chi  ha osato e osa metterli in discussione. Il sottoscritto in particolare, in questa fattispecie.

Questi sono i modelli che il Partito Socialista e i Verdi intendono utilizzare nella gestione della nuova Bellinzona? Questi i loro metodi? Questi i loro scagnozzi pronti a prendere le loro difese ogniqualvolta gli avversari politici dovessero osare mettere in discussione il loro operato? Questo il libero dibattito politico sulle idee e i progetti che loro intendono portare avanti? Questi i nuovi metodi della sinistra politica che l’Unità di Sinistra e i Verdi intendono promuovere a Bellinzona. Questo l’insegnamento da dare ai nostri giovani che si vogliono avvicinare alla gestione della cosa pubblica? Questo il livello etico e morale dei candidati socialisti e verdi a questo Municipio? Questo è il nuovo che avanza?

Se gli elettori della nuova Bellinzona intendono accogliere questo tipo di visione politica, psicologica, sociale, culturale ed esistenziale nel loro orizzonte esistenziale non mi metterò di certo a piangere per il destino che sarà loro riservato e mi ritirerò volentieri dalla competizione politica.

Perché una cosa è per me certissima e solidissima.  Io non accetterò mai questo tipo di visione perversa della vita e della gestione del potere per il potere. Dopo aver denunciato questa deriva sinistra, se i bellinzonesi vorranno ancora comunque continuare con politici di questa natura io accetterò la loro scelta … non mi straccerò le vesti, ma a quel momento orienterò le mie energie su qualcosa di più sano, pulito, meritevole e soprattutto degno dei molti sacrifici, delle tante risorse ed energie che una seria attività pubblica richiede. Io infatti con certi metodi e certe visioni sciagurate della politica e della vita non voglio infatti avere nulla a che fare! Né ora né mai.

Dr. med. Orlando Del Don, Candidato al Municipio e al Cc. Lista N. 1, Lega-UDC-Indipendenti-Noce

Bellinzona, 24 marzo 2017

Puntare in alto. E vincere

Mio articolo pubblicato oggi, 22 marzo 2017, sulla pagina SPECIALE del GdP dedicata alla Elezioni Comunali della Nuova Bellinzona

 

Aprile 2017. Nella nuova Bellinzona, l’appuntamento è con la storia.  Ed è ora di voltare pagina e regalare alla capitale del Canton Ticino, troppo a lungo considerata solo una sorta di centro di distribuzione di posti pubblici, figure nuove e in grado di cambiare gli equilibri all’interno del municipio e del Consiglio comunale. Per farlo, mi sono messo in gioco, insieme ai colleghi della lista 1, e intendo battermi per un cambiamento radicale, deciso, senza timori, guardando al futuro con fiducia e responsabilità.

La grande Bellinzona ha tutte le carte per diventare un polo di primo piano non solo a livello ticinese, ma svizzero. Per raggiungere l’obiettivo è necessario togliere le ragnatele tessute in questi decenni dalle logiche di potere di cui il Partito liberale radicale e quello socialista sono stati campioni iridati. Non che il PLR e il PS non ne abbiano azzeccata una, sarebbe ingeneroso esprimersi in questi termini. Ma hanno bloccato ogni serio sviluppo della città, attenti a non sbilanciare i delicati equilibri di spartizione del potere di cui hanno beneficiato i soliti noti. Ma non i cittadini.

Con gli sconvolgimenti a cui stiamo assistendo e che proiettano Bellinzona in alto come mai è  stata nella sua storia, non possiamo permetterci di vivacchiare, attenti solo ad amministrare la quotidianità, mentre altri centri ticinesi dimostrano voglia di fare, dinamicità e determinazione.

Bellinzona ha vissuto troppo a lungo sotto la protezione di una mamma chioccia soffocante, dove lo Stato, manco fossimo la Scandinavia degli anni Settanta, si insinua in ogni aspetto della vita dei cittadini, a cui  va invece data la possibilità di giocare le proprie carte, facendo leva su una visione imprenditoriale e liberale, dinamica e propositiva dello Stato, dove la pubblica amministrazione sia il perno intorno al quale ruotino efficienza e intraprendenza.

Senza montarsi la testa e rimanendo con i piedi per terra, occorre però puntare in alto, affinché la nuova Bellinzona dismetta i panni della cenerentola piagnoculosa, per indossare quelli di un super eroe. E affinché, dal 2 aprile, i bellinzonesi siano ancor più orgogliosi della loro città, di chi la amministra e possano avere un vero posto al sole in cui vivere.

 

 

Dr. med. Orlando Del Don, Candidato al Municipio e al CC, Lista n. 1, Lega-UDC-Indipendenti-Noce

 

Bellinzona, 15 feb. 2017